PAROLE. VISIONI. BELLEZZA. POESIA.


Per fare un tavolo


Proviamo a pensare ad un artigiano e che questo artigiano abbia realizzato un tavolo. State provando? Tavolo: questa è la parola che identifica ciò che l’artigiano ha creato e costruito.

Immaginiamo di essere di fronte a questo tavolo e di osservarne i materiali, la fattura, la bellezza delle forme. Il tavolo diventa l’oggetto della nostra osservazione.

Ora, pensiamo che l’artigiano che lo ha creato sia di fronte a quel tavolo insieme a noi e ne ascoltiamo le parole.

Cosa potrebbe raccontarci?

Ci racconterà la sua passione, i suoi sacrifici, gli errori forse. Le ore di lavoro che vi ha dedicato, ci parlerà delle sue emozioni e della gioia quando poi lo ha realizzato e di chissà cos’altro.

Ecco che la parola tavolo acquista un significato diverso: non racconta più un oggetto solamente ma un percorso che parte da lontano e che ha diramato le sue strade in vari modi prima di arrivare a noi.

La forma del tavolo e il suo stesso nome si arricchiscono della comprensione di un percorso umano.

E’ questo che può motivare la ricerca di una maggiore attenzione nei riguardi della nostra comunicazione attraverso le parole. Voglio riprendere, al riguardo, la domanda di Attraverso la parola:

se le parole che scriviamo o pronunciamo portano il valore del nostro percorso umano, quelle con cui ci raccontiamo al mondo portano un’immagine di noi adeguata a ciò che siamo o che sentiamo di essere?